Santuario delle Curiae Veteres

Dalla fine del VII secolo a.C. al 64 d.C.

Le prime tracce di questo secondo santuario rimandano anch'esse ad un momento iniziale dell'occupazione del sito in epoca storica. Doveva trattarsi di un edificio in parte in pietra. I resti combusti della struttura sono stati ritualmente sepolti, insieme ad ex voto ed altri oggetti di culto, tra il 570 ed il 560 a.C., quando in seguito ad un incendio si dovette ricostruire il santuario.

Uteriori interventi di restauro sono testimoniati per le epoche successive, fino a che l'intero complesso sarà monumentalizzato in epoca augustea e giulio claudia, per poi bruciare nel 64 d.C. Per questo santuario è stata avanzata l’ipotesi che si tratti delle Curiae Veteres, il complesso che la tradizione scritta attribuiva a Romolo e che Tacito menziona come terzo vertice del pomerio della città palatina.

Cantiere della Meta Sudans, Area I: contesto votivo arcaico; peso da telaio in impasto rosso e kyathoi miniaturistici in bucchero. Dalle Curiae Veteres, metà del VI secolo a.C.; 

a destra: frammento di decorazione architettonica, menade danzante; Curiae Veteres, inizi del V secolo a.C.

Foto in alto: cantiere della Meta Sudans, Area I: muro di recinzione delle Curiae Veteresa. fase della metà del VI secolo a.C in blocchi di cappellaccio; b. fase di tardo VI secolo a.C. in blocchi regolari di cappellaccio; c. fase di inizio I secolo a.C. in blocchi di tufo litoide lionato; d. fase di età augustea in opera laterizia.

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