Età arcaica e protorepubblicana

VI - V secolo a.C.

Questi  due secoli  sono  caratterizzati da un’intensa attività edilizia, rivolta essenzialmente alla monumentalizzazione dei luoghi di culto e alla sistemazione delle infrastrutture (viabilità, sistema fognario). Comincia ad essere leggibile una zonizzazione che vede ai piedi della Velia e del Palatino due santuari di pendice e sulle colline le zone di residenza.

I ritrovamenti riguardano:

  1. All’interno dell’area pertinente al santuario delle Curiae Veteres si susseguono gli interventi di riconfigurazione della pendice palatina e i rialzamenti dei piani di calpestio, volti a risolvere i problemi  idrogeologici legati alla morfologia di questo punto critico del colle. Tra questi interventi, (area III) si segnala il taglio dell’assetto geologico costituito dalla formazione del paleotevere (550.000 a.C.);
  2. due condotti fognari in tufo granulare grigio (cappellaccio), uno con direzione N-S che convoglia a valle le acque del Rivo Labicano, l’altro con direzione E-W che incanala quelle del torrente che scendeva dal Palatino; su di essi si spostano le strade (metà VI secolo a.C.);
  3. due refezioni in cappellaccio del muro di recinzione (témenos), delle Curiae Veteres, datate rispettivamente alla metà (550 a.C. ca.) e all’ultimo quarto del VI secolo a.C. (530-520 a.C.); il culto, come nel santuario veliense, è documentato da numerosi depositi votivi;
  4. due teche in cappellaccio nel santuario della Velia una rettangolare, l’altra più piccola quadrangolare (510-480 a.C.) utilizzate per la deposizione di offerte ed ex-voto. In questi stessi anni il luogo di culto deve essere stato dotato di un tempio, come dimostrano alcuni elementi di decorazione architettonica fittile rinvenuti tra i materiali dei depositi votivi;
  5. una pavimentazione e un muro di contenimento in cappellaccio di questo santuario databili rispettivamente alla metà e alla fine del V secolo a.C.; 
  6. continui rifacimenti del sistema fognario e continui innalzamenti e refezioni delle strade che nel corso di questo periodo iniziano ad essere rivestite con ciottoli (VI-V secolo a.C.);
  7. pozzi per attingere l’acqua di falda scavati nella roccia, in alcuni casi rivestiti con lastre di cappellaccio. (VI –V secolo a.C.);
  8. murature in cappellaccio forse relative ad abitazioni (V secolo a.C.).

 

 Foto: Palatino NE, Area II: antefissa con Menade, teca B del santuario della Velia. 

    

 continua

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